Farmacia dei servizi, arriva l’algoritmo per misurare i risultati

Rilanciare il ruolo della farmacia nei programmi pubblici di prevenzione ma anche sviluppare nuove partnership e quindi business negli spazi di mercato aperti da erogatori privati e sanità integrativa. Come presidio sanitario tout court impegnato in una serie di azioni che vanno dalla promozione della salute alla diagnosi precoce, dalla presa in carico del paziente cronico al monitoraggio sull’aderenza terapeutica, ben oltre quindi la tradizionale distribuzione dei farmaci. Fidelizzando il paziente, riqualificando la farmacia nei confronti delle istituzioni, puntando sulla formazione del personale.

Nel quadro di queste priorità Federfarma lancia oggi un algoritmo per misurare i risultati della farmacia dei servizi, così come degli altri attori che erogano assistenza sul territorio. È il modello #Cure2Care presentato a Roma da Vittorio Contarina, presidente Federfarma Roma, e da Erika Mallarini, docente Sda Bocconi. Un metodo frutto di un’ampia consultazione bottom up all’interno della categoria, realizzata con il supporto non condizionato di Sandoz. Un processo raccontato e analizzato in un volume edito da Edra.

Una formula matematica per misurare il valore della farmacia
«Si tratta di uno strumento scientifico, una vera e propria formula matematica – spiega la ricercatrice Mallarini – che permette di esprimere concretamente il valore della farmacia, consentendo un’efficace misurazione e monitoraggio da parte di un ente terzo. L’ideale sarebbe ora applicare questo modello in un progetto pilota». I parametri considerati sono quelli più strategici per il futuro della farmacia: competenza, urgenza, raggiungibilità ed empatia, certificazione, assistenza, rete ed empowerment. Nodi emersi dall’indagine di Sda Bocconi su cui è stata costruita la formula: la prima parte (competenza, urgenza, raggiungibilità ed empatia) definisce il concetto di Cure, cioè la riposta alle esigenze espresse dagli stakeholder riconducibili alla ‘cura’. La seconda parte della formula è composta da termini (certificazione, assistenza, rete ed empowerment) che costituiscono il concetto di ‘care’, ovvero prendersi carico del cittadino. Ad ogni voce della formula corrispondono altri specifici indicatori ai quali è stato possibile attribuire un valore e per ogni valore sono stati definiti: descrizione, unità di misura, scala, requisiti minimi e massimi e responsabilità e modalità di raccolta dei dati. «Applicando questa formula sarà possibile identificare quali e quante farmacie sono in grado di rispondere a ciascuna esigenza che si presenta. Le esigenze sui territori sono diverse e pertanto le farmacie offrono servizi differenti, coerenti con le necessità dei cittadini. Oggi nel settore sanitario non è più possibile essere generalisti; occorrono specifiche competenze approfondite per le diverse patologie e tipologie di prodotto».

Obiettivo sostenibilità
L’obiettivo della formula è ricondurre le farmacie a cluster in grado di rispondere alle esigenze della comunità per arrivare a un cambio di paradigma per la sostenibilità del Sistema. La necessità di uno studio di questo tipo è nata da dati ben precisi e preoccupanti: «Nel 2011 la farmacia veniva considerata dalle Istituzioni un presidio sanitario nel 58 per cento dei casi – aggiunge Erika Mallarini – ma nel 2016 siamo solo al 2 per cento; questa formula garantirà un’opportunità di valorizzazione e di considerazione maggiore per le singole farmacie e per la farmacia come istituzione».
L’iniziativa si inserisce in un contesto di grandi cambiamenti. L’arrivo di farmaci innovativi che necessitano di una gestione diversa rispetto a quelli tradizionali ma che ancora non vedono la farmacia giocare un ruolo da protagonista; la globalizzazione delle aziende farmaceutiche e l’arrivo delle grandi catene; le nuove domande di salute da parte dei cittadini. Con la partita della nuova convenzione in stand by in attesa del nuovo Governo.
«La necessità era rendere evidente, dal punto di vista numerico, e quindi misurabile – sottolinea Vittorio Contarina, presidente Federfarma Roma – il valore sociale ed economico della farmacia. Oggi la farmacia viene spesso sottovalutata e derubricata a semplice dispensatrice di medicinali. Viene sottovalutato il ruolo di dispensatore di salute e la capillarità e la presenza sul territorio della farmacia stessa, aspetto che rappresenta un valore per la popolazione. La farmacia è il primo avamposto del Sistema Sanitario sul territorio».

Nuovi spazi dalla sanità integrativa
Ma certificazione e misurazione degli outcome diventano importanti non solo in chiave di remunerazione da parte del Sistema sanitario pubblico. In ballo c’è infatti anche un mercato nuovo. Quello di stakeholder emergenti, come gli erogatori privati di sanità integrativa. «La prevenzione è sempre più un ambito di selfcare – continua Mallarini – pertanto se ne occupano anche erogatori privati , accreditati e non, e viene finanziata non solo da risorse private del cittadino, ma anche da imprese datrici di lavoro attraverso programmi di welfare aziendale, e da fondi e assicurazioni, che lo indirizzano presso strutture convenzionate. I fondi dal canto loro stanno attraversando una fase di rilevante trasformazione, riassumibile nel passaggio di da una funzione classica di mero rimborso di un evento a una funzione di finanziamento e governo dei consumi di prestazioni». Nuovi attori e meccanismo e quindi nuove opportunità per la farmacia per rafforzare il proprio ruolo sul terreno della prevenzione.

Fonte: ilSole24Ore

Pubblicato in News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *