Farmacie: titolarità, trasferimenti e incompatibilità nel DdL Concorrenza 2017

Chi può aprire una farmacia? Se questa è una delle domande che si pongono molti, tra cui i tanti laureati in farmacia, è bene sapere che con l’entrata in vigore del DdL Concorrenza 2017 sono state introdotte importanti novità.

Le “farmacie aprono alle società di capitali”, questa è la frase che è stata pronunciata da molti esperti del settore farmaceutico, per sottolineare una delle innovazioni previste per il settore dalla legge n. 148/2017 sulla concorrenza.

Per cercare di capire chi può aprire una farmacia secondo il DdL ConcorrenzaFederfarma ha diffuso una circolare con tutte le novità previste in materia di titolarità, trasferimenti e incompatibilità.

Vediamo di seguito cosa cambia e quali sono le regole introdotte a partire dal 2017.

 

Farmacie: titolarità, trasferimenti e incompatibilità nel DdL Concorrenza 2017

Anche per il mondo farmaceutico, così come previsto per le altre professioni, il DdL Concorrenza ha introdotto importanti novità, non esenti da critiche e punti poco chiari.

Federfarma, per cercare di chiarire alcuni degli aspetti più importanti introdotti dalla legge 148/2017 ha diramato una circolare che affronta tre specifici temi: chi può essere titolare di una farmacia, quali sono le cause di incompatibilità e come funziona il trasferimento della titolarità.

Proprio in materia di titolarità, il DdL Concorrenza ha introdotto, tra le importanti novità per il settore, l’autorizzazione a detenere farmacie private anche a società di persone aperte da soggetti non farmacisti, società di capitali e società cooperative a responsabilità individuale.

Una rivoluzione che può rappresentare un rischio come un’opportunità: le farmacie aperte a logiche economiche e commerciali rischiano di dimenticare che la mission principale di chi esercita tale professione è la tutela della salute pubblica.

Vediamo punto per punto i chiarimenti di Federfarma su titolarità delle farmacie, cause di incompatibilità e trasferimenti.

 

Chi può essere titolare di una farmacia privata?

A seguito delle novità previste dal DdL Concorrenza 2017 possono aprire una farmacia ed esserne titolari:

  • farmacisti iscritti all’albo e forniti di idoneità professionale;
  • società di persone formate anche da soggetti non farmacisti;
  • società di capitali con soci non farmacisti;
  • società cooperative a responsabilità limitata.

Il DdL Concorrenza stabilisce tuttavia che solo i farmacisti idonei e iscritti all’albo possono essere titolari di una o più farmacie in forma individuale. Su questo punto, tuttavia, Federfarma sottolinea alcuni dubbi:

Tale condizione – così come quella di gestore provvisorio – sembrerebbe incompatibile con la qualifica di socio in una società proprietaria di farmacie, in quanto la 124/2017 non ha abrogato esplicitamente l’articolo 112, comma 2, del Tuls («è vietato il cumulo di due o più autorizzazioni in una sola persona»). Federfarma sta valutando un intervento che chiarisca la lettura da dare alla normativa, per prevenire eventuali disparità di trattamento tra titolari persone fisiche e società.

In merito alla possibilità di essere titolari di farmacie per le società di persone o capitali, la legge 148/2017 prevede specifiche regole e vincoli.

 

Titolarità di farmacie anche alle società: ecco le regole

In base alle novità previste dal DdL Concorrenza 2017, la direzione di una farmacia gestita da una società deve essere comunque affidata ad un farmacista.

Non è tuttavia più previsto che il direttore sia anche un socio della società titolare della farmacia privata.

Tra le norme inserite al fine di evitare che diventino proprietari di farmacie poche e grandi società, una delle regole previste dalla legge stabilisce che ogni società può detenere direttamente o indirettamente un numero di farmacie non superiore al 20% degli esercizi esistenti in una regione.

Uno specifico divieto è fatto, invece, alle società proprietarie di ambulatori e strutture medico-sanitarie, che non possono detenere farmacie o partecipare come soci in società titolari di farmacie private.

 

Incompatibilità per soci di società proprietarie di farmacie

Come chiarito da Federfarma, analizzando le novità previste dal DdL Concorrenza 2017 e la precedente normativa, una persona fisica socio di società proprietaria di farmacie non può:

  • esplicare attività nel settore della produzione del farmaco;
  • esplicare attività nel settore dell’informazione scientifica del farmaco;
  • esercitare la professione medica;
  • essere titolare individuale o gestore provvisorio di farmacia;
  • essere direttore o collaboratore di altra farmacia della quale non è socio;
  • essere parte di un rapporto di lavoro pubblico o privato.

A sua volta, una società socia di un’altra società titolare di farmacie non può contemporaneamente:

  • esplicare attività nel settore della produzione del farmaco
  • esplicare attività nel settore dell’informazione scientifica del farmaco

 

Trasferimento titolarità farmacia: regole e novità 2017

Per quanto riguarda le regole sul trasferimento della titolarità della farmacia, restano in vigore le regole previste dalla legge 362/1991, in cui al comma 8 dell’articolo 7 è prevista la possibilità di trasferimento dopo tre anni dal rilascio dell’autorizzazione.

La regola, che riguarda sia i farmacisti iscritti all’albo che le società non si applica, invece, al trasferimento di quote della società.

Per i trasferimenti tra persone fisiche, resta obbligatorio che il nuovo titolare sia un farmacista iscritto all’albo, idoneo all’esercizio della professione o con almeno due anni di pratica professionale certificata effettuata.

Restano inoltre in vigore le regole relative al trasferimento della titolarità della farmacia mortis causa: l’erede può, in sei mesi di tempo, conseguire i titoli necessari per intestarsi la farmacia, oppure trasferirla ad una società e rimanerne socio.

 

Fonte: http://www.informazionefiscale.it/

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